Anche Ad Novas sparisce nel nulla fino ai giorni nostri viene nominata per l'ultima volta nel Liber Pontificalis di Andrea Agnello, una raccolta di biografie dei vescovi ravennati.
' Ad Novas, dove un tempo c'era una città , adesso distrutta': da questo momento, il nome di Ad Novas scompare da qualunque carta e documento. Il vescovo di Ravenna Martino (810-818 circa), nel suo viaggio verso Roma, sostò per 15 giorni presso Nova, 'dove un tempo c'era una città , ora distrutta'.
Il territorio cesenate resta nell'orbita di Ravenna, capitale dal 402 dell'Impero Romano d'Occidente e poi dell'Esarcato per tutto il lunghissimo periodo che intercorre dalle invasioni barbariche fino agli albori delle prime signorie, cioé per quasi tutto il Medioevo.
Approfittando della situazione di crisi, l'Esarcato viene occupato prima dai Longobardi e poi dal re franco Pipino il Breve in accordo con il Papa che in quel periodo legittima il potere temporale della Chiesa con la " Donazione di Costantino", l'imperatore Costantino affidava al Papa e alla Chiesa l'eredità materiale del potere degli antichi imperatori di Roma. Il potere degli arcivescovi assume sempre maggiore rilievo e favorisce il trapasso di ampi possedimenti nella zona dell'Esarcato e della Pentapoli dalle mani dei proprietari romani e barbari ai monasteri di San Vitale e di Sant'Apollinare in Classe é questo il destino dei terreni di Cesenatico.
Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena