Dopo l' anno Mille si chiude il lungo periodo di crisi seguito al crollo del mondo antico ed inizia una nuova fase di sviluppo fondata sull'equilibrio che raggiungono l'Europa cristiana a Occidente, l'Oriente ortodosso di Bisanzio e degli Slavi ed il Mediterraneo islamico.
I contadini divengono una forza lavoro e la popolazione ricomincia ad aumentare e a riprendere lentamente possesso dei terreni abbandonati.
Nuovi ceti iniziano a darsi delle strutture di governo autonomo finalizzate alla ripresa della vita economica e commerciale: il risveglio delle città si accompagna alla riattivazione dell'agricoltura.
Verso la seconda metà del XII secolo avviene la costituzione di Cesena in Comune, e come gli altri Comuni, inizia progressivamente a conquistare il suo territorio, attraverso una mescolanza di scontri militari, alleanze diplomatiche con le città confinanti e acquisti di terreni da parte dei monasteri ravennati, loro secolari proprietari.
Essendo Cervia unita a Cesena dalla antica via romana che si originava dal cardo poteva apparire come il naturale porto di Cesena; ma Cervia si trovava a quel tempo in mano ravennate.
I cesenati decisero di insediarsi in una zona di litorale più a sud poco popolata e a confine con i riminesi. Con i riminesi infatti viene stipulato un accordo nel 1205 dove si precisa il confine di un territorio che arriva fino al litorale: passa ' dal castellare di San Tommaso e da qui fino al luogo detto Croce di San Tommaso sulla riva del mare'.
Bibliografia: Storia di Cesenatico di D. GNOLA, Soc. Editrice Il Ponte Vecchio Cesena